Una notte nel tempio sul monte Koya

Il nostro itinerario di viaggio in Giappone di 2 settimane non poteva che prevedere le destinazioni più classiche. Un’eccezione, però, siamo riusciti ad inserirla e abbiamo trascorso una notte nel tempio sul monte Koya. Una delle esperienze più particolari ed emozionanti che abbiamo mai fatto durante tutti i nostri viaggi.

Una notte nel tempio sul monte Koya

Il monte Koya

Il Monte Koya (Kōyasan) si trova a sud di Osaka, nella prefettura di Wakayama, regione del Kansai.

A 900 metri di altitudine, è uno dei principali centri monastici del Giappone, sede della scuola Shingon di buddhismo esoterico. Il monaco illuminato Kukai, in seguito conosciuto con il nome di Kōbō Daishi, la introdusse in Giappone nell’805 e iniziò la costruzione del complesso templare Danjō Garan nell’826.

Una notte nel tempio sul monte Koya

Da allora, nella zona, sono sorti più di 100 templi, di cui il più importante è sicuramente il Kongobuji, risalente a 12 secoli fa. L’Area di Okunoin è circondata da una fitta foresta di cedri, ed è sede di un vasto cimitero con molti mausolei, tra i quali quello di Kukai.

Nel luglio del 2004 Koyasan è stato inserito fra i siti considerati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Come raggiungerlo

Il modo più semplice e veloce per raggiungere il Kōyasan e trascorrere una notte nel tempio sul monte Koya è utilizzare le ferrovie Nankai, Kōya Line. Non facendo parte della rete JR, però, anche se si è muniti, come noi, del Japan Rail Pass, bisogna acquistare il biglietto per l’intero tragitto.

Abbiamo preferito, quindi, impiegare un po’ più di tempo per il viaggio, ma utilizzare le linee JR (almeno per la prima parte del viaggio), e risparmiare un po’ di yen. Abbiamo preso il Limited Express Kuroshio dalla stazione Shin-Osaka fino a Wakayama (circa 1 ora), poi la linea JR Wakayama fino ad Hashimoto (1 altra ora). Giunti ad Hashimoto si deve per forza prendere la linea Nankai (non inclusa nel JRpass) con arrivo alla stazione Gokurakubashi (circa 40 minuti, costo 440 yen). Da qui, infine, si prende la funicolare (390 yen) che, nonostante impieghi solo 5 minuti per raggiungere Kōyasan, non è forse l’esperienza più adatta per chi soffre di vertigini. Una volta in cima si può raggiungere il centro sia con il bus sia con un taxi (noi abbiamo preso il bus).

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Dove dormire

Durante una visita al monte Koya, vale sicuramente la pena provare lo shukubo (il soggiorno in un tempio buddista), e la shojin ryory (la cucina vegano-buddista). Trascorrere una notte nel tempio sul monte Koya vi permetterà di entrare in contatto con le antiche tradizioni della vita monastica giapponese. Sono tantissimi i templi che forniscono alloggio con trattamento di mezza pensione, che include sia cena che colazione tradizionali. Le camere sono in stile tradizionale (si dorme sul futon), il bagno è in comune (anche la toilette) e la pulizia molto scrupolosa. Ci sono alcune regole: si arriva prima delle 17, si paga – in genere – in contanti, si mangia alle 18. Ci si sveglia all’alba e anche i turisti sono caldamente invitati a partecipare alla funzione religiosa delle 6.

Il nostro alloggio

Per una notte nel tempio sul monte Koya abbiamo scelto lo Shukubo Koya-san Eko-in Temple, un tempio buddista millenario, prenotato su Booking.com al costo di 184€ per una notte, cena e colazione vegane incluse. La posizione era davvero ottimale per raggiungere a piedi e in pochi minuti sia i templi principali che, soprattutto, il cimitero Okunoin.

Una notte nel tempio sul monte Koya

Entrati nell’edificio, sembrava di essere in un cartone animato anni 80. Si camminava rigorosamente scalzi e le stanze affacciavano tutte su uno di quei corridoi con pavimento in legno e vista giardino che avevo sempre visto solo in TV. Nonostante le porte scorrevoli poco più spesse di un foglio di carta, non siamo mai stati disturbati da alcun tipo di rumore.

La stanza

Veramente essenziale e, proprio per questo, bellissima. L’ideale per una notte nel tempio sul monte Koya. Non c’era praticamente nulla, se non un piccolo tavolinetto nel mezzo. Ci avrebbero portato i vassoi con il cibo (da mangiare seduti o in ginocchio) all’ora di cena e avrebbero composto il nostro letto sul futon poco prima che fosse il momento di dormire. Lascio parlare la foto qui sotto.

Una notte nel tempio sul monte Koya

Il cibo

Ci hanno spiegato che i monaci di questa setta praticano una cucina vegana, che esclude anche cipolla e aglio. “Molto particolare” ho pensato subito. E ancora di più l’ho pensato quando ho assaggiato le pietanze.

Io amo la cucina giapponese e mi piace sempre sperimentare nuovi piatti, ma devo essere onesta: questo cibo non mi ha entusiasmata. Erano sapori di “difficile interpretazione” (almeno secondo i miei gusti) e, specialmente la colazione (che molto si avvicinava alla cena) ho fatto fatica a consumarla. E mi è rimasta un pochino di fame. La “bellezza” delle pietanze, in ogni caso, non si discute.

Monte Koya cucina vegana

Il bagno comune

Non si può fare un viaggio in Giappone senza provare l’esperienza del “bagno comune”, usanza tipica giapponese, che si trova in tutti i Ryokan, gli alberghi in stile tradizionale. Lo abbiamo trovato, ovviamente, anche qui, durante la nostra notte nel tempio sul monte Koya .

Al di fuori del bagno vero e proprio, sono in genere appesi dei cartelli con spiegazioni molto dettagliate in inglese su come utilizzarlo. Leggete con attenzione e attenetevi scrupolosamente alle regole: il popolo giapponese è molto rispettoso ed è giusto che lo siamo anche noi, specialmente nel loro paese.

In sintesi, vi posso dire che bisogna entrare completamente nudi (i bagni sono 2, uno per gli uomini e uno per le donne), lavarsi molto bene corpo e capelli prima di entrare nella vasca comune ed osservare un certo silenzio.

I giapponesi considerano il bagno un vero toccasana e affermano che l’acqua così calda rilassi muscoli e ossa. Io ho fatto davvero fatica ad entrare (fra gli sguardi divertiti delle altre ospiti) perchè l’acqua scottava sul serio, ma una volta dentro mi sono piacevolmente rilassata per 5 minuti. Dopodichè l’effetto “bollito” ha preso il sopravvento e, quando le guance sono diventate rosso acceso, ho capito che, per la mia incolumità, era arrivato il momento di uscire. Inutile aggiungere altro, va assolutamente provato!

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La preghiera mattutina

Una notte nel tempio sul monte Koya non è completa senza la preghiera mattutina. Ogni mattina alle 6, nel tempio principale, i monaci svolgono una funzione religiosa alla quale anche gli ospiti non-buddisti sono invitati ad assistere. Non abbiamo avuto esitazioni nell’accettare, nemmeno quando è stato il momento di puntare la sveglia all’alba!

Una notte nel tempio sul monte Koya

La preghiera col braciere

Entrati nel tempio, ci siamo seduti sulle ginocchia (allo stesso modo dei pellegrini). Ci siamo tuttavia tenuti in disparte, cercando di dare più spazio possibile e loro, che erano lì per pregare e non come noi, solo per osservare. Ad un certo punto, mentre i monaci cantavano, i fedeli, uno alla volta, si alzavano, raggiungevano un braciere pieno di incenso e compivano dei gesti in sequenza, rivolgendosi a Buddha.

Per noi (e le altre 2/3 coppie di turisti) era scontato che non avremmo fatto nulla. Non sapevamo nemmeno il significato di quei gesti e non volevamo di certo mancare di rispetto a nessuno. Invece sembrava che la mancanza di rispetto fosse la nostra non-partecipazione: una fedele accanto a me, infatti, mi ha inviata ad alzarmi e a recarmi al braciere. Ho cercato di farle capire più volte che non era necessario, che non ero buddista (anche se lo sapeva bene, visti i miei tratti occidentali). Ma nulla, la signora era molto insistente. Così sono andata, cercando di copiare i gesti che avevo appena visto fare decine di volte. E, dopo di me, tutti gli altri turisti.

La cerimonia del fuoco

Terminata la preghiera nel tempio principale, ci siamo spostati tutti in un tempio secondario, per la cerimonia del fuoco. Il monaco ha acceso un fuoco e, da quello che ho capito, ha bruciato le preghiere che i fedeli avevano scritto su delle piccole tavolette di legno. Il tutto sempre accompagnato dai canti. Anche in quest’occasione, siamo stati invitati a partecipare e, avendomi posizionata lui stesso come prima nella fila, il giovane monaco ha dovuto suggerirmi (in inglese) quello che dovevo fare, visto che, stavolta, non avevo potuto “copiare” nessuno.

Preghiera nel tempio monte Koya

Le 2 cerimonie sono durate in tutto circa 2 ore, che sono volate, devo dire. Al rientro in camera abbiamo trovato la colazione. Mi è piaciuta molto l’accoglienza che ci hanno riservato e il loro spirito di “amicizia” e apertura verso persone di altre religioni è davvero apprezzabile.

Cosa portare per una notte nel tempio sul monte Koya

Sapendo che il viaggio per raggiungere il monte Koya non è proprio agevole, abbiamo pensato di fare una doppia prenotazione del nostro hotel di Kyoto, lasciando libera la notte che avremmo trascorso nel tempio. In questo modo, abbiamo potuto lasciare i nostri bagagli ingombranti in custodia all’hotel di Kyoto e ci siamo portati solo uno zainetto con lo stretto necessario per un giorno e una notte nel tempio sul monte Koya.

Una notte nel tempio sul monte Koya

Non è stata questa l’unica occasione in cui abbiamo “viaggiato leggeri”, perchè il Giappone offre un’altra interessantissima “opzione”: scopritela in questo post.

Cosa non deve mancare

Tra le cose che non dovete dimenticare per una notte nel tempio sul monte Koya, ci sono sicuramente degli indumenti un po’ più pesanti. Anche se a Kyoto (o in genere nelle città giapponesi) in estate si soffre il caldo, tenete presente che Koyasan si trova a circa 900mt e che, specialmente di sera, la temperatura scende parecchio. Durante una magnifica passeggiata dopo-cena nel cimitero di Okunoin, io ho cercato di combattere il freddo (“fresco” per mio marito…) mettendo un paio di leggings sotto gli shorts di jeans. Oltre a non essere proprio un outfit esteticamente azzeccato, se avessi avuto un paio di pantaloni lunghi forse mi sarei anche goduta di più la serata.

Vi consiglio anche di portarvi qualche snack. La cucina vegana dei monaci è a mio avviso piuttosto “difficile”, specialmente a colazione. Avere quindi un’alternativa in caso di “emergenza” vi farà stare più tranquilli.

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Cosa vedere

Okunoin

L’Okunoin è uno sconfinato cimitero che contiene all’incirca 200.000 monumenti funerari ed è considerato uno dei luoghi più sacri di tutto il Paese. Le spoglie (o anche solo una ciocca di capelli) di ogni autentico buddista giapponese, sono inumate in questo cimitero, per garantire al defunto una posizione “privilegiata” in attesa dell’arrivo del Miruku (il Buddha del futuro).

Cimitero okunoin monte Koya

Dopo avere attraversato il ponte d’ingresso, un sentiero lastricato di circa 2 km vi condurrà al Mausoleo di Kobo Daishi. I seguaci del buddismo Shingon credono che quest’ultimo non sia morto, bensì riposi nella sua tomba, immerso nella meditazione, in attesa dell’arrivo di Miroku (il Buddha del futuro). I fedeli lasciano cibo davanti alla tomba per sostenerlo nella meditazione. Quando Miroku tornerà, Kobo Daishi sarà l’unico in grado di interpretare i suoi messaggi per l’umanità. Ai lati del sentiero si trovano centinaia di altissimi alberi di cedro che contribuiscono a creare un’atmosfera mistica e pregna di sacralità, che raramente ho respirato altrove.

La visita di giorno

Noi l’abbiamo fatto due volte ed eravamo talmente “presi” dal luogo che mai avrei detto di avere camminato per 2 chilometri (più altri 2 al ritorno). La prima volta siamo andati di primo pomeriggio.  La luce mette tutto in evidenza: le espressioni delle statue, le offerte lasciate dai fedeli, le tombe più vecchie coperte dal muschio, l’incedere dei pellegrini. Prima di entrare nell’area più sacra si attraversa un ponte, il Gobyonohashi,sul quale si fa un inchino. Da qui è vietato fare fotografie. Ma non è un problema, anzi, è meglio: ci si può così concentrare solo su quello che si vede e sul suono ripetitivo delle preghiere che si ascoltano.

Cimitero Okunoin monte Koya

La visita di sera

Poi siamo ritornati dopo cena. Con il buio si cammina fra le lanterne, e devo ammettere che l’idea di camminare in mezzo a un cimitero nel bosco, mi incuteva un certo timore. Anzi, paura. Ma mi sbagliavo. C’è una grande pace e quasi ti dimentichi di dove ti trovi. Un luogo che potrebbe essere da incubo, ma dove, invece, si respira solo una grande serenità.

Cimitero Okunoin monte Koya

E’ emozionante arrivare al mausoleo col buio. Di notte è chiuso, ma si può comunque accedere alla Torodo Hall, la stanza delle lanterne, costruita per venerare il Kōbō-Daishi proprio di fronte al luogo della sua sepoltura. Al suo interno si trovano più di 10.000 lanterne offerte dai pellegrini e mantenute eternamente accese. Non si sente la necessità di vedere altro, solo di sedersi qualche minuto in silenzio a guardare.

Cimitero Okunoin monte Koya

Chi non ha voglia di camminare può anche prendere il bus e fermarsi al capolinea okunoin-mae. Farà così un sentiero più breve, seppur molto meno affascinante. Si passa accanto a tombe moderne, alcune davvero bizzarre (ce n’è anche una a forma di razzo!). Se pensate di trascorrere una notte nel tempio sul monte Koya, la visita a questo cimitero è d’obbligo.

Danjo Garan

E’ la prima parte del Koyasan che il Kobo Daishi iniziò a costruire sulla cima della montagna e si tratta di un complesso sacro che comprende diversi padiglioni e pagode tra cui, le più importanti, sono il Dai-to (Grande pagoda) il Kondo (Sala principale). La pagoda Dai-to, ricostruita nel 1934 dopo essere stata distrutta da un incendio, è alta 45 metri e molto spettacolare. Al suo interno è interessante ammirare la statua del Buddha cosmico e anche quelle dei 4 Buddha minori.

Tempio Kongobuji

E’ il tempio principale del Koyasan, sede della scuola Shingon, nonchè il centro attorno a cui ruotano tutti i 117 edifici presenti sul monte. Al suo interno si ammirano decorazioni e dipinti pregiatissimi, come quelli sulle porte e sui paraventi. All’esterno si può ammirare uno dei più grandi giardini rocciosi del Giappone, il Banryutei. Si possono gustare tè e dolcetti di riso serviti accanto al giardino roccioso, che sono compresi nel prezzo del biglietto d’ingresso.

Giardino roccioso giapponese monte Koya

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