Riserva privata Kapama

Da Graskop, col nostro piccolo fuoristrada, ci abbiamo messo poco più di 2 ore a raggiungere il gate più comodo per raggiungere la Riserva Privata Kapama.

Questa vasta area occupa un territorio di 13.000 ettari tra le montagne settentrionali Drakensberg e il Kruger National Park e accoglie 42 specie di mammiferi e circa 350 specie di uccelli.

Nel paradiso faunistico della Riserva Privata Kapama sorgono 4 lodge da sogno, compreso quello che ha scelto mio marito: il Kapama Buffalo Camp: 8 tende doppie posizionate su palafitte in legno, all’ombra di alberi secolari, collegate tra loro da camminamenti in legno, che offrono un panorama mozzafiato.

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Kapama Buffalo Camp

Diciamolo subito: il Kapama Buffalo Camp non è per tutte le tasche. E’ vero che sono compresi tutti i pasti (ottimi!) e 2 safari al giorno (di ben 3 ore l’uno) accompagnati da ranger esperti, ma è bene sottolineare che 2 giorni lì ci sono costati come quasi un terzo della vacanza! Tuttavia, la ricordo come un’esperienza così unica e meravigliosa che, tornassi indietro, rifarei senza alcun dubbio.

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Come prenotare alla Riserva privata Kapama

Riserva privata Kapama

Mio marito si è messo in contatto via e-mail con la struttura del Kapama Buffalo Camp. Credo abbia comunicato direttamente con la direttrice che, essendo il lodge di dimensioni molto contenute, dirigeva il personale (5/6 persone in totale, compresi i 2 rangers), curava arrivi e partenze e gestiva anche le prenotazioni.

Una volta confermate le date e i servizi inclusi nel prezzo, poco prima della partenza per il Sudafrica abbiamo provveduto al pagamento dell’intero importo. Circa 800€ tutto incluso, per 2 giorni completi al Kapama Buffalo Camp, all’interno della Riserva privata Kapama.

Parliamo di qualche anno fa. Ho rivisto il sito recentemente e i prezzi sono di sicuro aumentati. Mi sembra abbiamo rinnovato le camere (pardon, le tende!), soprattutto i bagni (che ora mi sembrano davvero di lusso!), e costruito una piscina. Quest’ultima ci voleva e la trovo un’ottima idea; le tende mi sembravano già fantastiche com’erano prima!

Kapama Buffalo camp

Adesso il Kapama Buffalo Camp è prenotabile anche su Booking.com. Si può comunque chiedere un’offerta anche alla struttura e confrontare i prezzi. Se sono uguali o giù di lì, io preferisco sempre Booking: le policy di cancellazione sono ben chiare e spesso più vantaggiose. Lo ritengo molto importante, specialmente in casi come questo, in cui si tratta di una prenotazione da parecchie centinaia di euro. Inoltre, nella malaugurata ipotesi si dovesse ricorrere alla cancellazione, basterebbero 2 minuti e qualche click, senza la scocciatura di dover contattare qualcuno.

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La giornata tipo al Kapama Buffalo Camp

Nella e-mail di conferma della prenotazione, era espressamente richiesto di telefonare poco prima di arrivare all’ingresso del parco perchè, per ovvi motivi di sicurezza, ci sarebbero venuti a prendere per scortarci in auto fino al lodge. 2 persone ci stavano aspettando davanti all’ingresso: una ragazza ci ha offerto delle salviettine rinfrescanti e un ragazzo ci ha chiesto le chiavi dell’auto. Avrebbe provveduto lui a parcheggiarla e a portare i bagagli nella nostra tenda!

La direttrice ci ha accolti calorosamente e, mentre bevevamo un bel succo fresco, ci ha fatto un briefing sulle regole di sicurezza da seguire (il lodge è recintato, ed è assoltamente vietato uscire), sugli orari e sulle attività. In pratica, la giornata al Kapama Buffalo Camp si svolgeva così:

  • 5:30 – sveglia del ranger direttamente alla porta della tenda
  • 5:45 – mini-colazione con biscotti e caffè/the nella hall
  • 6:00 – partenza per il safari del mattino
  • 9:00 – rientro dal safari e abbondante colazione
  • 12:30 – pranzo
  • 15:30 – merenda
  • 16:00 – partenza per il safari del pomeriggio
  • 19:00 – rientro dal safari e cena
Riserva privata Kapama

Nelle ore libere al centro della giornata, venivano organizzate escursoni nella Riserva privata Kapama, tra cui quella al centro recupero dei ghepardi (e altri aminali), che abbiamo fatto. Per il resto, era il più completo relax, nella pace assoluta.

La nostra tenda al Kapama Buffalo Camp

Ok, il nostro alloggio al Kapama Buffalo Camp era effettivamente una tenda…ma io di tende così non ne avevo mai viste! E se pensate a una tenda da campeggio, di quelle piccole e mezze sbilenche…beh, toglietevi questa immagine dalla testa! Grande, solida, spaziosa; l’interno era fantastico. Pavimenti in legno, un comodissimo letto king-size, un bel guardaroba e un annesso bagno quadrato in legno, a cui non mancava nulla. Nemmeno una piccola rana, che probabilmente era solita utilizzarlo come sua dimora (visto che è riuscita a rientrare, dopo che l’avevamo delicatamente accompagnata fuori!) e con la quale abbiamo imparato, volenti o nolenti, a convivere.

tenda al Kapama buffalo camp

Non sono mai riuscita ad appoggiare il piede sullo scendiletto-pelle_di_facocero: faceva un po’ impressione vedere questa sagoma sul pavimento mentre gli esemplari “vivi” passavano di continuo sotto di noi!

Come si sta nella tenda?

L’unica pecca della tenda è che si è un po’ più in balia del clima. Di notte faceva freschino (ma le coperte non mancavano) e nelle ore centrali della giornata faceva decisamente caldo, e tutto quello con cui potevamo combatterlo non era altro che un ventilatore. Tuttavia, questi piccoli disagi venivano dimenticati  ogni volta che ci siedevamo in “veranda” ad osservare il bush della Riserva privata Kapama a perdita d’occhio davanti a noi (e non sono mancati gli avvistamenti).

Una sera, dopo cena, stavamo facendo ritorno alle tende insieme agli altri ospiti (il bello di essere in pochissimi, è che, dopo un safari e una cena, si finisce per conoscersi tutti…) quando abbiamo sentito dei forti rumori proprio sotto alla nostra, che era l’ultima, quella più protesa nel bush. Abbiamo preso le torce e abbiamo visto un branco di elefanti, che aveva deciso di cenare proprio col gruppo di alberi lì sotto. E, siccome un elefante si ciba anche delle piccole gemme che sono sui rami, li rompe e li spacca in tanti pezzi per poterle raggiungerle. Il che equivale (e il mattino dopo ne abbiamo avuto la conferma) a distruggere una certa quantità di alberi, un po’ come se ci passasse sopra un carro armato.

I safari nella Riserva privata Kapama

I safari erano la cosa migliore della giornata e quella per cui penso che sia valsa davvero la pena di soggiornare qui. Entrambi di 3 ore. Quando me lo hanno detto ho pensato fosse un’eternità; quando rientravamo verso il lodge non mi capacitavo di come 3 ore fossero passate così in fretta. A metà, fermata le jeep in un punto che i rangers giudicavano “sicuro” (magari su un’altura, in modo da avere la perfetta visuale del territorio circostante), veniva offerto un caffè al mattino e un drink al pomeriggio.

Kruger Riserva privata Kapama leonesse

I mezzi per i safari

I mezzi utilizzati erano 2 comodissime jeep scoperte a 9 posti che, iniziato il safari, si dividevano per poi ricongiungersi solo alla fine. La visuale era perfetta e venivano fornite anche delle coperte; e vi assicuro che alle 6 del mattino, nonostante le giacche, le abbiamo usate eccome! Ci accompagnavano 2 rangers: uno guidava e l’altro era seduto su un seggiolino posizionato davanti al cofano ed era il cosiddetto “cercatore di tracce” (precisamente: poo traces…)

Riserva privata Kapama safari

Ci hanno portato ovunque con quella jeep. Abbiamo attraversato fiumiciattoli, siamo passati in mezzo ai cespugli e abbiamo perfino fronteggiato un elefante che ci stava caricando. Sì, il primo safari nella Riserva Privata Kapama era partito “col botto”.

Ci eravamo imbattuti un un numeroso gruppo di elefanti, abbiamo spento il motore e, in silenzio, siamo rimasti ad osservarli mentre passavano. 2 di loro stavano “litigando” e si spintonavano a colpi di proboscide. Ad un certo punto, uno dei 2 si è girato a guardarci e si è messo a correrci incontro. Il nostro ranger ha acceso il motore ed ha fatto un paio di metri a tutta velocità verso di lui. A quel punto l’elefante si è fermato ed è ritornato sui suoi passi. Il ranger dev’essersi accorto che dietro di lui c’era una platea impietrita e ci ha detto semplicemente: “scusate, ma se non facevo così ci avrebbe caricati!”. Ripresami dallo shock, il primo pensiero è stato per il cercatore di tracce…che si deve essere ritrovato l’elefante a qualche centimetro…e non ha battuto ciglio!

Riserva privata Kapama safari

Cosa abbiamo visto nella Riserva privata Kapama

Nei 4 safari all’interno della Riserva Privata Kapama abbiamo visto giraffe, elefanti, rinoceronti, impala, bufali, ippopotami, leonesse e, su specifica nostra richiesta, l’ultimo safari è finito ben oltre il limite per cercare il leone, che poi abbiamo trovato. Il suo ruggito di disapprovazione per essere stato disturbato durante il sonno, si dev’essere sentito a chilometri di distanza! Mentre si avvicinava minaccioso, il ranger ci ha solo detto “don’t move…don’t do anything”. Mi ricordo perfettamente queste parole, prima di tutto perché stavo scattando una foto (e ovviamente mi sono fermata). E poi perché, vedendolo lì a un paio di metri da me, visibilmente “alterato” e senza barriere, mi era venuto qualche dubbio sul fatto che “stare immobile” fosse effettivamente la cosa migliore da fare!

Dietro nostra richiesta, abbiamo anche fatto una breve camminata nella Riserva privata Kapama. Ci è stato fatto un “corso lampo” prima di scendere dalla jeep, dove ci sono state spiegate alcune regole da seguire (tutti in fila indiana, in silenzio, MAI correre, MAI eseguire movimenti repentini…). Dopodichè, con un ranger in testa e uno in coda alla fila, con fucili imbracciati, siamo partiti. Un quarto d’ora, non di più, di camminata ma è stato molto interessante. Soprattutto perchè, se andate per conto vostro nel parco (cosa che avremmo fatto il giorno successivo), è assolutamente proibito scendere dalla propria vettura, per qualsiasi motivo.

Cosa si mangia al Kapama Buffalo Camp

Tutti i pasti erano compresi nella tariffa giornaliera del Kapama Buffalo Camp. La colazione (quella vera e propria, dopo il safari mattutino) era a buffet: ottima e molto abbondante. Durante i 2 pasti principali, invece, c’era un menu fisso, uguale per tutti, e sono rimasta stupita di come fosse curato e con cibi di ottima qualità. A pranzo c’era un tavolino separato per ogni tenda, ma a cena veniva allestita una tavolata unica intorno al fuoco, a lume di candela, ed era veramente fantastico! La cena era pronta per tutti alle 19.30, quindi, rientrati dal safari, avevamo giusto il tempo di lavarci le mani.

Il Kapama Buffalo Camp ha 8 tende, il che vuol dire un massimo di 16 ospiti. Durante il nostro soggiorno eravamo solo in 10. Alla fine della cena ci conoscevamo un po’ tutti ed è stato bello comunicare con persone che venivano da altri paesi e, soprattutto, scambiarsi opinioni o consigli sui posti già visitati in Sudafrica. Per noi è stato anche utile, visto che la Riserva privata Kapama era all’inizio del nostro viaggio e non avevamo nulla di già definito.

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Conclusioni

Kruger Riserva privata Kapama

Una considerazione finale: il parco Kruger è davvero bellissimo e non c’è alcun dubbio che valga la pena di visitarlo. Ma non è obbligatorio soggiornare alla Riserva Privata Kapama o, in generale, in questi resort di lusso. Sono fantastici e i servizi eccellenti, è vero e, come ho già scritto sopra lo rifarei, se il budget me lo consentisse. Tuttavia, all’interno del parco ci sono diversi lodge più “spartani” ma a cui non manca nulla, e con prezzi davvero accessibili. Terminato il soggiorno al Kapama, siccome non avevamo null’altro di già pianificato o prenotato, abbiamo deciso di rimanere un altro giorno nel parco, per conto nostro, prenotando al momento proprio in uno di questi lodge e girando con la nostra macchina. Potete leggere i dettagli qui.

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