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		<title>Il sito archeologico di Teotihuacan</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jul 2018 09:25:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Messico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La storia di Teotihuacan Se vi trovate a Città del Messico e avete una giornata libera vale sicuramente la pena &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-1220"></span><br />
<!--noteaser--></p>
<h2>La storia <strong>di Teotihuacan</strong></h2>
<p>Se vi trovate a Città del Messico e avete una giornata libera vale sicuramente la pena percorrere una quarantina di chilometri e immergersi nell’antica storia degli Aztechi, visitando <strong>il sito archeologico di Teotihuacan</strong>.</p>
<h2><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1211 size-full" src="https://i0.wp.com/www.fammiviaggiare.it/wp-content/uploads/2018/07/piramide.jpg?resize=500%2C316" alt="sito archeologico di Teotihuacan" width="500" height="316" srcset="https://i0.wp.com/www.fammiviaggiare.it/wp-content/uploads/2018/07/piramide.jpg?w=500&amp;ssl=1 500w, https://i0.wp.com/www.fammiviaggiare.it/wp-content/uploads/2018/07/piramide.jpg?resize=300%2C190&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></h2>
<p>Chiamata anche &#8220;Città degli dèi&#8221;, Teotihuacan, con le sue meravigliose costruzioni (in particolare le piramidi) a 2.300 metri di altitudine,  <strong>racchiude le vestigia di una delle più antiche civiltà precolombiane dell&#8217;America Centrale</strong> . Gli studiosi non sono ancora riusciti a stabilire chi abbia effettivamente edificato questa città. Si sa però che la costruzione di Teotihuacan iniziò verso il 300 a.C. e quella della Piramide del Sole intorno al 150 a.C. <strong>Gli Aztechi, che le attribuirono la definizione di la <em>“</em>dimora degli dei<em>”</em> , in realtà semplicemente la ereditarono</strong> visto che, quando la scoprirono, era abbandonata da più di 700 anni.</p>
<h2>Le piramidi<strong> di Teotihuacan</strong></h2>
<p><img data-recalc-dims="1" decoding="async" class="wp-image-1212 size-full aligncenter" src="https://i0.wp.com/www.fammiviaggiare.it/wp-content/uploads/2018/07/scalata_piramide.jpg?resize=435%2C380" alt="sito archeologico di Teotihuacan" width="435" height="380" srcset="https://i0.wp.com/www.fammiviaggiare.it/wp-content/uploads/2018/07/scalata_piramide.jpg?w=435&amp;ssl=1 435w, https://i0.wp.com/www.fammiviaggiare.it/wp-content/uploads/2018/07/scalata_piramide.jpg?resize=300%2C262&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 435px) 100vw, 435px" /><strong>Il mio collega Enrique si è offerto di accompagnarmi</strong> a visitare il sito archeologico di Teotihuacan ed io ne sono ben felice.</p>
<hr />
<p>LEGGI ANCHE: <a href="http://www.fammiviaggiare.it/consigli-di-viaggio/viaggiare-in-messico/">Viaggiare in Messico</a></p>
<hr />
<p><strong>La prima regola (come per <a href="http://www.fammiviaggiare.it/racconti-di-viaggio/racconti-di-viaggio-messico/messico-maya/">i siti Maya che ho visitato)</a>, è di arrivare sul posto al mattino presto</strong>, in modo che il feroce sole messicano non se la prenda troppo con noi, e così facciamo. <a href="https://www.lonelyplanet.com/mexico/activities/skip-the-line-teotihuacan-entrance-ticket/a/pa-act/v-5885P254/361468" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sbrighiamo in fretta le operazioni di ingresso</a> (gli stranieri pagano, i messicani la domenica no) e ci mettiamo subito in coda per <strong>salire i 243 gradini della Piramide del Sole</strong> (che è alta ben 65 metri).  Raccomandano di affrontarla solo se non si hanno problemi di salute o di equilibrio: i gradini sono stretti (il mio piedone rimane per metà sospeso nel vuoto&#8230;) e di altezza non regolare, e impediscono di prendere il ritmo, soprattutto scendendo. Sono stati costruiti così appositamente, come rudimentale (ma sicuramente efficace) mezzo di difesa.</p>
<p><strong><img data-recalc-dims="1" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-1224" src="https://i0.wp.com/www.fammiviaggiare.it/wp-content/uploads/2018/07/lele_new.jpg?resize=214%2C215" alt="" width="214" height="215" srcset="https://i0.wp.com/www.fammiviaggiare.it/wp-content/uploads/2018/07/lele_new.jpg?w=214&amp;ssl=1 214w, https://i0.wp.com/www.fammiviaggiare.it/wp-content/uploads/2018/07/lele_new.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w" sizes="(max-width: 214px) 100vw, 214px" />Arrivati in cima lo spettacolo nel vedere il sito archeologico di Teotihuacan è veramente entusiasmante. </strong>Dopo la foto di rito mentre ricarico le energie con il sole, scendiamo per vistare le altre piramidi (case e magazzini) che, percorrendo la <strong>Calzada de los Muertos</strong> (strada dei morti), ci accompagnano verso <strong>l’ultima piramide, quella della Luna.</strong> Alta &#8220;solo&#8221; 42 metri, era adibita (sembra) ai sacrifici, visto che sono stati trovati resti umani e sepolture. Qui non è possibile al momento salire (qualcuno sembra aver preso la direttissima per scendere, facendosi male&#8230;) e non mi resta che intrattenermi a fare quattro chiacchiere con i simpatici venditori di souvenir.</p>
<h2>Il pranzo presso <strong>il sito archeologico di Teotihuacan</strong></h2>
<p>Lasciamo il sito archeologico di Teotihuacan per andare finalmente a bere qualcosa e, perchè no, a mettere pure qualcosa sotto i denti. Ci dirigiamo verso un ristorante “precolombiano”, con la mia &#8220;guida personale&#8221; che già inizia a ridere sotto i baffi. All’ingresso ci accoglie una ragazza in abiti tipici mesoamericani che ci offre un bicchiere con una <strong>bevanda fresca e lattiginosa, insaporita, in un secondo momento, con un po’ di succo di fragola.</strong> Dolce, ma che provoca un leggero pizzicorìo alla lingua. “Buono!” dico io. Quindi, una volta seduti al nostro tavolo, il buon Enrique me ne fa portare una caraffa da mezzo litro.</p>
<h3>Il Pulque</h3>
<p>Incuriosito mi spiegano cosa sia il <strong>Pulque</strong>: una <strong>bevanda ricavata da una delle tante specie di Agave</strong> (Maguey), che le popolazioni delle aree desertiche consumano in mancanza di acqua potabile.</p>
<p>Il succo, estratto dalla pianta attraverso un foro nelle foglie, viene fatto fermentare leggermente (ecco il pizzicorio sulla lingua a cosa era dovuto&#8230;) e diventa il vero e proprio Pulque, <strong>bevanda nazionale messicana, soppiantata dalla birra solo dopo l&#8217;arrivo dei conquistadores spagnoli</strong>. Nessuno però si è preoccupato di dirmi che il Pulque ha la &#8220;simpatica&#8221; caratteristica di <strong>fermentare anche nello stormaco, aumentando il suo grado alcolico</strong>, che può arrivare <img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-1210 size-full" src="https://i0.wp.com/www.fammiviaggiare.it/wp-content/uploads/2018/07/Caviale-della-terra.jpg?resize=350%2C225" alt="escamoles" width="350" height="225" srcset="https://i0.wp.com/www.fammiviaggiare.it/wp-content/uploads/2018/07/Caviale-della-terra.jpg?w=350&amp;ssl=1 350w, https://i0.wp.com/www.fammiviaggiare.it/wp-content/uploads/2018/07/Caviale-della-terra.jpg?resize=300%2C193&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" />fino a 18°. Cosa che deve essere successa anche nel mio caso, “tagliandomi” letteralmente le gambe&#8230;</p>
<h3>Il cibo</h3>
<p>Arrivano poi, in successione, le immancabili <strong>tortillas (rigorosamente di mais).</strong> E quello che mi viene presentato come <strong>il “caviale della terra”</strong> che a me, in realtà, sembra semplicemente avena bollita. “Vai a capire i messicani” &#8211; mi dico &#8211; e, dopo averne messo un po’ su una tortilla, la assaggio. Solo allora Enrique, che non riesce più a trattenersi, mi spiega di cosa si tratta: <strong>&#8220;escamoles&#8221;, ossia uova di formica</strong>! Difficili da trovare e ancor più da raccogliere, sono talmente pregiate da essere addirittura associate al caviale tradizionale. A parte l’idea in sé (opinabile o meno) di considerare le uova di formica una prelibatezza, è la tipica pietanza della quale, tornato in italia, non sentirò di certo la mancanza.</p>
<h2>Il Museo del Tequila</h2>
<p>Dopo la mattinata presso <strong>il sito archeologico di Teotihuacan</strong> ci dirigiamo a Garibaldi, al <strong>museo del Tequila</strong> (per chi non lo sapesse, è maschile, Tequila…). Oltre a vedere il processo di produzione del Tequila e del Mezcal, possiamo provare qualche shot. Ufficialmente per poter capirne la differenza, ufficiosamente per darci il colpo di grazia.</p>
<p>All’uscita i <strong>Mariachi</strong> ci intrattengono con le loro musiche, aiutando se fosse possibile ancora di più, ad entrare nell’atmosfera del Messico e di questa grande Città.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.fammiviaggiare.it/america/">Gli altri racconti del Messico</a></li>
<li><a href="http://www.fammiviaggiare.it/america/">Gli altri viaggi in America</a></li>
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</ul>
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