Mauritius con bambini piccoli

Chi l’ha detto che un viaggio a Mauritius con bambini piccoli è troppo faticoso o troppo dispendioso, insomma, che non ne vale la pena?

Quando mia figlia era ancora nel pancione, mio marito ed io eravamo consapevoli che, almeno per un (non-precisato) primo periodo, avremmo limitato i nostri viaggi a tragitti piuttosto brevi, mete sicure e sistemazioni comode. Avremmo però abituato fin da subito la nostra bimba a spostarsi e ad adattarsi anche agli ambienti extra-domestici in modo che non crescesse ostaggio delle abitudini e degli orari ferrei.

Come penso da sempre, infatti, in una famiglia composta da 3 persone, bisogna di rispettare le esigenze di tutti: noi saremmo (ovviamente) andati incontro alle sue, ma lei sarebbe un pochino venuta incontro alle nostre. Ecco perchè, a esattamente un anno e mezzo di vita, abbiamo deciso che fosse il momento giusto perchè ci seguisse nel nostro primo vero viaggio in 3.


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Perchè Mauritius

Avevamo a disposizione la prima settimana di settembre e la scelta di andare a Mauritius con bambini piccoli è stata piuttosto ragionata. Ci siamo imposti condizioni che ritenevamo “strettamente necessarie” e le abbiamo rispettate.

  • Prima di tutto volevamo un luogo di mare (visto che nostra figlia lo adora) che non fosse troppo caldo, ma neanche troppo freddo. Insomma, dove non rischiare di arrostirci al sole, ma anche dove poter fare il bagno senza congelarci.
  • Volevamo poi un luogo che, in caso di necessità, avesse un ospedale raggiungibile facilmente e dove si parlasse una lingua che potevamo capire bene.
  • Infine, un posto che non avessimo mai visitato e diverso dalle facili mete-mare italiane o spagnole (nonostante quest’ultime, a settembre, siano davvero piacevoli nonchè sicuramente “amiche del portafoglio”).

In tutto questo turbinìo di variabili, Mauritius sembrava proprio la meta perfetta.

Il volo intercontinentale

Se state pensando di andare a Mauritius con bambini piccoli, il viaggio in aereo è forse l’argomento più delicato, il motivo per cui, secondo me, molti genitori rinunciano al viaggio in partenza. In realtà, non è nulla di così impossibile, a patto di scegliere in modo oculato, soprattutto gli orari.

Air France con bambini piccoli

Abbiamo volato da Milano-Malpensa a Mauritius-Mahebourg, con scalo a Parigi-Charles de Gaulle, sia all’andata che al ritorno. Come accade per i bimbi sotto i 2 anni di età, mia figlia ha viaggiato gratuitamente, ma senza un posto a sedere assegnato. Abbiamo prenotato su Expedia.it al costo totale, assicurazione di viaggio inclusa, di 1.390€.

Air France aveva per noi orari perfetti. A parte le tratte Milano-Parigi (che duravano solo un’ora o poco più) entrambi i voli intercontinentali partivano di sera, opzione perfetta per sperare in un’intera notte di nanna (come poi è realmente avvenuto).

Ho dedicato un intero post a questo volo Air France, e a come ci siamo trovati noi con nostra figlia. Penso possano essere informazioni davvero utili a chi è indeciso se affrontare o meno un viaggio a Mauritius con bambini piccoli (o, in generale, un volo a lungo raggio). Potete leggere tutto qui.

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La nostra sistemazione

Come tutte le isole in mezzo all’oceano, anche Mauritius è molto ventosa, condizione non proprio ideale per i bimbi piccoli. Leggendo qua e là, però, ho scoperto che la parte nord-ovest rimane riparata dai venti che spirano da est (tenetelo presente se state pensando ad un viaggio a Mauritius con bambini piccoli). E la zona di Trou aux Biches, sabbiosa e tranquilla, sembrava l’ideale anche per le nostre esigenze: passeggiate e un bel bagno tutti insieme.

Ho scelto il Sakoa boutik hotel, un delizioso piccolo hotel (14 camere, che si affacciano tutte sul giardino interno) direttamente sulla spiaggia di Mont Choisy. Ho contattato la struttura via e-mail per chiedere qualche chiarimento (mi hanno confermato che avrebbero aggiunto un lettino per la bimba senza sovrapprezzo) e, d’accordo con loro, ho prenotato una doppia su Booking.com al costo di 195€ al giorno, in mezza pensione (cena inclusa). Era ovviamente compreso anche il servizio spiaggia (ombrellone + lettini + teli mare) e un massaggio presso la Spa.

La spiaggia di Mont Choisy

Quando mi immaginavo una spiaggia a Mauritius era proprio così! Mare azzurro, sabbia bianca finissima e le barche ancorate nelle acque tranquille davanti alla riva. Ecco, forse un po’ troppo vicine alla riva. Questo è l’unico dettaglio che non mi è piaciuto e che mi sembrava un po’ deturpare la vista e il paesaggio. Lo abbiamo fatto presente quando l’hotel ci ha chiesto un feedback e ci hanno detto che “ci stavano già lavorando”.

La spiaggia privata dell’hotel

Per il resto, una meraviglia! L’hotel aveva il suo pezzetto di spiaggia privata con, a debita distanza l’uno dall’altro, un bell’ombrellore per ogni camera. E forse qualcuno in più, visto che l’ultimo giorno, nonostante avessimo lasciato la camera al mattino, ci hanno invitato a servirci senza problemi della spiaggia (e di un bagno con doccia dietro alla reception) fino al tardo pomeriggio (il nostro volo partiva alla sera). Credo che questa sia una cosa “pensata”, dato che molti voli per l’Europa partono di sera, e l’ho molto apprezzata, perchè permette agli ospiti di godersi un’intera giornata di mare extra.

Godersi la spiaggia a Mauritius con bambini piccoli

Approfittando del sole ancora tenute delle prime ore mattutine, abbiamo fatto lunghe passeggiate, specialmente verso nord. C’era sempre poca gente in giro ed eravamo avvicinati solo da qualche ragazzo locale che ci proponeva un tour con la sua barca.

Se vi piacerebbe andare a Mauritius con bambini piccoli ma avete qualche dubbio sulla praticabilità del mare, sappiate che noi abbiamo fatto il bagno tutti i giorni. Nonostante l’acqua non fosse proprio caldissima (anche se io non sono molto attendibile su questo aspetto, visto che mi sembra fredda anche quella della vasca da bagno), iniziando con la ciambella e finendo coi braccioli, nostra figlia si è fatta una bella settimana di bagni. E noi con lei. Passati i primi secondi “critici”…il bagno era più che godibile, visto anche il sole caldo della tarda mattinata.

Il ristorante

L’hotel aveva un ristorante piuttosto elegante (da circa una trentina di coperti) e un piccolo bar, entrambi a bordo piscina e con una magnifica vista sulla spiaggia. La sera si cenava a lume di candela e nella tranquillità più assoluta. Fatta eccezione per la serata con musica dal vivo, nella quale nostra figlia sottolineava ogni fine-performance del cantante con un sonoro “BRAVO!”, tra l’imbarazzo nostro e le risate divertite degli altri ospiti.

La cena

Ho visto che alcuni ospiti non avevano la cena inclusa, quindi sceglievano ogni sera se uscire dall’hotel o se cenare al ristorante. In questo caso, veniva loro proposto il menu “alla carta”. Nel nostro caso, invece, la cena era composta da un finger food (una sorta di “aperitivo”), un antipasto, un piatto principale (a scelta tra alcune alternative) e un dessert. Il cibo era vario, di ottima qualità e cucinato bene. I dolci erano strepitosi. Ci hanno poi detto che avevano uno chef che si occupava esclusivamente di quello.

La colazione

La colazione era il momento che preferivo perchè quell’aria e quella vista di primo mattino non poteva che farti iniziare bene la giornata! Le uova con il bacon si potevano chiedere al momento e al buffet c’era un po’ di tutto. Strepitosi i pain au chocolat!

Il cibo a Mauritius con bambini piccoli

Durante un viaggio a Mauritius con bambini piccoli, il cibo ha la sua bella importanza. Fin da subito, al ristorante ci hanno detto che potevamo comunicare al mattino, giorno per giorno, cosa volessimo per la cena della bimba. Abbiamo optato quasi sempre per un filetto di pesce alla griglia con verdure, che nostra figlia si divorava! Poi assaggiava qualcosa dai nostri piatti (ne portavano un pochino anche per lei, in caso). E qualche biscottino appena fatto, se passavamo nei pressi del ristorante all’ora della merenda, gliel’hanno sempre offerto. Insomma, meglio di così…

La camera

Un soggiorno a Mauritius con bambini piccoli prevede sicuramente un primo pomeriggio di relax, al riparo dal sole delle ore più calde. La meravigliosa terrazza, fiore all’occhiello della nostra camera, ci ha permesso di pranzare all’aperto, di rilassarci sulla poltroncine e di godere dell’aria e del panorama anche mentre la nostra piccolina, all’interno, faceva il suo pisolino.

Per la nostra camera al Sakoa non potevamo chiedere di meglio, ampia, pulita e con un bagno bello e molto funzionale (carina la doccia semi-nascosta e su pavimento di assi in legno). Inoltre (e questo confesso di non averlo notato alla prenotazione), avevamo a disposizione anche una vera a propria cucina, che ci ha permesso di pranzare piacevolmente in terrazza e, soprattutto, con il cibo più adatto alla piccola.

I dintorni

A 50 metri dall’hotel, infatti, c’era un supermercato fornito di tutto, perfino di qualche formato di pasta Barilla, di sugo al pomodoro italiano già pronto e di confezioni di salumi Beretta già affettati. Se unite al tutto una baguette appena sfornata, un bel pranzo mediterraneo (graditissimo 2/3 volte durante una settimana) era praticamente già fatto!

Di fianco al supermercato, c’era un grande ristorante/pizzeria italiano, aperto da pochissimo. Molto informale, in realtà non è gestito da italiani, ma da locali, che si sono però dichiarati “molto amanti” della nostra cucina. Abbiamo provato la pizza (che è stata la protagonista di uno dei nostri “pranzi in terrazza”), e devo dire che non era niente male.

Proseguendo oltre per circa 100mt, si arrivava a un gruppo di case, dove c’erano 2 ristoranti molto invitanti: una steak-house sudafricana (idolatrata dalla Lonely Planet) e il “1974”, un ristorante italiano. Il primo non lo abbiamo provato (anche se ci sarebbe piaciuto…ma la carne non era proprio un alimento “comodo” per una bimba di un anno a mezzo…), mentre nel secondo siamo andati a pranzo l’ultimo giorno. Accolti da una gentilissima Giulia (Antonio è lo chef), abbiamo pranzato a “prezzi italiani”, ma mangiato molto bene.

Dalla parte opposta, invece, in circa 5 minuti a piedi dall’hotel, si arrivava nel centro del paese. Non aspettatevi granchè. Nei pressi dell’incrocio principale ci sono negozietti, una banca (con ATM dove poter prelevare contante), diversi ristoranti e, ovviamente, molte strutture ricettive.


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Le escursioni

Whale watching a Mauritius con bambini piccoli

In tarda mattinata, mentre eravamo seduti sotto il nostro ombrellone, si è avvicinato un ragazzo gentile che ci ha detto: “Ci sono le balene oggi, al largo. Possiamo portarvi a vederle con la nostra barca. Poi proveremo a nuotare con le tartarughe. Staremo fuori circa un’ora”. L’idea era allettante, ma il sole delle 11 del mattino un po’ meno, per nostra figlia. “La nostra barca è coperta”. Beh, allora perchè no? La richiesta iniziale (50/60€) ci sembrava troppo alta. Quando, però, il prezzo è sceso a 25€ perchè abbiamo diviso la spesa con 2 ragazzi austriaci, nostri vicini di ombrellone, siamo saliti sul bel motoscafo.

Abbiamo cavalcato le onde a tutta velocità, sobbalzando sui sedili e venendo investiti da secchiate d’acqua. Non propriamente l’ideale come attività a Mauritius con bambini piccoli. La nostra bimba, probabilmente spaventata, ha reagito addormentandosi sotto il telo abbracciata al suo papà. Dopo qualche minuto siamo arrivati nella zona delle balene: molti esemplari affioravano qua e là. Stavamo attenti ad adocchiare gli sbuffi a pelo d’acqua per individuare dove fossero in quel momento e avvicinarci. Uno spettacolo unico!

Dopo una mezz’oretta, i ragazzi ci hanno riportato verso la costa, in un tratto di mare dal colore verde smeraldo. Hanno fatto qualche giro piano piano, osservando l’acqua; e l’hanno trovata, una bellissima tartaruga! Ci hanno detto che potevamo tuffarci per nuotarle vicino. Io sono rimasta sulla barca con la piccola che, nel frattempo, si era svegliata ed era tutta emozionata nel vedere la tartaruga (si vedeva bene anche dalla barca quando riemergeva, perchè il ragazzi osservavano dove si spostava e la seguivano). Mio marito e i 2 ragazzi austriaci, invece, si sono tuffati e l’hanno seguita a nuoto. E ne sono stati entusiasti! Non è stata un’escursione al 100% adatta a una bimba piccola, ma la rifarei.

Ile aux Cerfs

Questa località sulla costa est, è una delle più rinomate dell’isola per la sua ampia laguna, con acqua calda e bassissima. Siamo stati avvicinati da un ragazzo sulla spiaggia: la sua agenzia ci offriva un’escursione di 1 giorno completo, che comprendeva il trasferimento (di circa un’ora) in pulmino, il tragitto in barca per raggungere Ile aux Cerfs (e che ci avrebbe portato anche a vedere una cascata) e il pranzo (una grigliata sulla spiaggia). Costo totale: 75€ circa.

Gli spostamenti

Come ci eravamo raccomandati, il pulmino è arrivato dotato di seggiolino per nostra figlia. Piuttosto datato e non proprio pulito, ma meglio che niente. Abbiamo dovuto attraversare in orizzontale l’isola e ce la siamo cavata in poco più di 1 ora. La cosa positiva è che l’autista, che aveva vissuto parecchi anni in Italia, parlava un italiano perfetto e ci ha fatto da guida durante il tragitto. Gli abbiamo, ovviamente, chiesto consigli anche sulla nostra futura visita a Port Louis.

Una barca di adeguata grandezza (eravamo circa una decina di persone) ci aspettava al molo. La prima tappa è stata una cascata, che abbiamo raggiunto lentamente, navigando in un tratto stretto di mare, in mezzo alle mangrovie. Dopodichè, a velocità elevata per una decina di minuti, ci ha portati a Ile aux Cerfs. Mio marito ha abbracciato stretta nostra figlia, avvolta dal telo mare. Il percorso è stato di sicuro meno “saltellante” di quello in motoscafo dell’escursione precedente e anche lei era più tranquilla.

La spiaggia

La Lonely Planet descrive il luogo come bello, ma piuttosto turistico. Io lo definirei “molto turistico”. Da un lato il mare aperto (al quale noi non ci siamo neanche avvicinati per il vento fortissimo) dall’altro un’ampia laguna interna con acqua alle caviglie. In mezzo, una sorta di collinetta, che si poteva percorrere camminando sui piccoli sentieri, ma dove non c’era nulla di interessante da vedere. Sotto gli alberi adiacenti alla laguna, c’erano i bagni (con docce all’aperto) e qualche bancarella.

Il pranzo

L’autista ci aveva dato appuntameto alla barca alle 12:30, per portarci a pranzo. Vediamo, in lontatanza, su un spiaggetta isolata in parte coperta dalle piante, un tavolo apparecchiato. A fianco, una sorta di grande barbecue. Era tutto già pronto: pesce, pollo e wurstel (per la gioia di mia figlia) alla griglia, insalata, patate, pane e birra/bibite a volontà. Niente di “raffinato”, ovviamente, ma quanto bastava per goderci un pranzo in quella location unica, scambiando 4 chiacchiere con gli altri ospiti stranieri. Dopo il pranzo, relax sulla spiaggia e 4 passi nei dintorni. Qualcuno ha anche fatto il bagno.

Il mio giudizio

Il posto non mi è piaciuto: davvero troppo affollato e allestito con il solo scopo di accogliere più turisti possibile. E’ stata comunque l’occasione per vedere (anche solo dal finestrino) l’entroterra dell’isola e per una piacevole grigliata sulla spiaggia, ma non lo rifarei, specialmente se ritornassi a Mauritius con bambini piccoli.

Port Louis

Sono sempre molto attirata dalle città perchè mi piace immergermi un pochino nella vita locale, vedere dove la gente fa la spesa, come si sposta, dove mangia.
Port Louis, la capitale di Mauritius, è a circa 20 minuti di taxi dal nostro hotel e ci siamo organizzati per trascorrerci una mezza giornata. Volevamo vedere il mercato e acquistare qualche souvenir che non fossero le “cinesate” che ci avevano proposto i (pochissimi) ambulanti sulla spiaggia.

I taxi sono economici. Pagando un pochino di più ti seguono tutto il tempo spostandoti, all’occorrenza, da un luogo all’altro. Questo è molto comodo, specialmente se siete a Mauritius con bambini piccoli e avete l’esigenza del seggiolino (di cui pochi taxi sono dotati) . La receptionist dell’hotel si è occupata di prenotarcelo.

Il mercato

Il mercato era piccolino (almeno ci è sembrato, dopo quelli che abbiamo visto in Tailandia!). Da un lato frutta, verdura e spezie; dall’altro vestiario, borse e souvenir. Abbiamo scoperto che Mauritius ha una tradizione per quanto riguarda l’abbigliamento e si vedeva la differenza tra tra le magliette “made in China” e quelle locali, che costavano un pochino di più ma erano di qualità decisamente superiore.

Il centro commerciale

Verso l’ora di pranzo ci siamo spostati presso Le Caudan Waterfront, un elegante centro commerciale con una bella food court (apprezzatissima da nostra figlia la pizza di Pizza Hut) negozi ricercati e, soprattutto, un grande bazaar con prodotti di artigianato locale. A osservare bene, alcuni stand proponevano prodotti di importazione ma, sicuramente, il dodo in legno che abbiamo acquistato noi (a prezzo piuttosto elevato) era di provenienza mauriziana.

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