Prince Rupert e il Grizzly-bear tour


Nonostante la sua fama di città più piovosa del Canada, con ben 220 giorni di pioggia all’anno all’attivo, Prince Rupert ci ha regalato 2 giorni di sole pieno. E meno male, perchè oltre ad essere il punto di partenza dell’Inside Passage e di alcune bellissime escursioni, difficili da godersi con la pioggia, è piuttosto difficile immaginare cosa fare a Prince Rupert.


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Arriviamo nel tardo pomeriggio, dopo avere percorso tanti chilometri su una strada che sembrava portarci nel bel mezzo del nulla e sulla quale, mano a mano che si proseguiva, sparivano perfino i distributori di benzina. Avevamo chiamato il giorno prima un B&B qui a Prince Rupert segnalato sulla Lonely Planet per prenotare i 2 pernottamenti e, non avendo una camera disponibile per noi, la propietaria ci aveva consigliato di contattarne un altro, di una sua amica che “…ha appena aperto” e, devo dire…ci è andata più che bene!

Il nostro B&B a Prince Rupert

Marito e moglie (con i figli ormai fuori di casa), hanno deciso di aprire il B&B “Under the umbrella”, rimettendo a nuovo il piano inferiore della loro villetta (per metà semi-interrato), prima occupato dall’anziana nonna. Non si tratta, quindi, solo di una camera (con bagno), ma di un intero piccolo appartamento, comprensivo di cucina e di un delizioso salottino, arredato con gusto, nel quale spicca subito (almeno ai nostri occhi) un bel televisore LCD. La porta d’ingresso si affaccia su un ombreggiato giardino privato.

La gentilissima padrona di casa, mostrandoci l’appartamento, ci offre da bere, specificando che tutto quello che c’è ne frigorifero è a nostra disposizione e ci fa persino trovare sul tavolo dei cookies fatti da lei (di quelli molto ricchi di grassi…quindi buonissimi!). Ci spiega, infine, come pre-riscaldare il pavimento del bagno: “…non è piacevole uscire dalla doccia a trovare il pavimento freddo…”. Noi, con lo sguardo un po’ smarrito, riusciamo solo ad accennare un “…certo, l’abbiamo sempre pensato anche noi!”.

Mentre aspettiamo che arrivi l’ora di uscire per la cena, testiamo il corretto funzionamento del pavimento riscaldato e, mentre sistemiamo macchine fotografiche e PC, guardiamo con la coda dell’occhio anche un pezzetto di partita di Major League in TV. Usciamo piuttosto presto per cena: qui in Canada siamo già stati costretti a ripiegare un paio di volte su un Mc Donald’s (già alle 8 i ristoranti non accettano più clienti), e questa volta sarebbe un peccato doppio, visti i deliziosi ristorantini di pesce che non vediamo l’ora di provare. Niente Lonely Planet questa volta: facciamo un giro sul waterfront e scegliamo quello che ci ispira di più. E direi che l’istinto ha funzionato!

Il Grizzly Bear Tour

Di cosa si tratta?

Sul waterfront di Prince Rupert, ci sono un paio di banchetti che vendono tour in barca o gommone. Quello che ci attira più di tutti ci porterebbe, tra l’altro, al Khutzeymateen Grizzly Bear Sanctuary, una vallata talmente tanto protetta da chiamarsi “santuario” e nella quale, una delle tante isole e isolette è popolata dalla più numerosa comunità di orsi Grizzly al mondo. Non ci danno, tuttavia, la certezza di vederli, perchè non saremmo scesi (ovviamente!) sull’isola ma li avremmo eventualmente guardati dal gommone, qualora fossero stati vicino all’acqua, al di fuori della vegetazione. Nonostante duri l’intera giornata (ed è incluso anche il pranzo), il tour, che costa circa 150 dollari canadesi a testa (se non ricordo male), non si può certo definire “a buon mercato” . Eppure, lo confesso, il mio problema in quel momento era un altro: “Tutto il giorno sul gommone? …e come faccio ad andare in bagno?!?”.

All’orario fissato per la partenza, siamo in 6 o 7 sul molo di Prince Rupert e ci consegnano una tuta intera che neanche Samanta Cristoforetti durante la sua ultima missione nello spazio. “Che esagerazione!”, pensiamo. Fa anche abbastanza caldo…ce la infileremo solo sulle gambe, giusto per non essere scortesi.

Dopo circa 10 secondi dalla partenza, infilarsi la tuta (cappuccio compreso), è diventata questione di sopravvivenza! Ci aiutiamo a vicenda a chiudere ermeticamente anche il più piccolo pertugio e leghiamo con cura zaini e macchine fotografiche per non rischiare di lasciarli in dono a orche o leoni marini… Non ho osato guardare i 2 membri dell’equipaggio, ma mi sentivo addosso il loro sguardo a metà tra il divertito e il compassionevole. L’unica consolazione è che, vedendo probabilmente scene del genere tutti i giorni, a noi non abbiano neanche fatto troppo caso…


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Il tour

Il gommone viaggia a una velocità folle. Ogni tanto fa una sosta, vuoi per salutare gli studenti che stanno utilizzando l’imbarcazione degli indiani nativi, vuoi per farci ammirare un delfino o un’aquila reale, ma la strada da fare è ancora tanta per arrivare al Khutzeymateen e quindi non si può perdere troppo tempo.

Arrivati di fronte a un isolotto, viene spento il motore ed eccoli lì, mamma e piccolo Grizzly che mangiano l’erba sulla riva di un’isola. E’ stata un’emozione, non lo nego, vedere dal vivo esemplari che avevo visto fino a quel momento solo nei documentari. La mamma è enorme (anche se credo che molto lo faccia il pelo folto) e il piccolo è vivace, sgambetta qua e là e ci osserva incuriosito. Sì, perchè intanto noi, a motore spento, ci siamo avvicinati parecchio e li vediamo davvero da vicino.

Saremo stati lì, ad osservarli in silenzio e in balia del dondolìo del gommone, una ventina di minuti, ma non ce ne siamo neanche accorti. Poi, mamma e cucciolo, sono rientrati nella folta vegetazione; noi ci siamo spostati da lì e, fermati in una zona tranquilla tra le insenature, abbiamo pranzato con degli ottimi sandwiches, bibite e perfino uno snack dolce come dessert. E addirittura, ad un certo punto, approdiamo ad una piccola piattaforma, sulla quale c’è una piccola casetta in legno. Qui possiamo scendere, sgranchirci le gambe e, perfino…andare alla toilette!

Ripartiamo quindi con calma verso Prince Rupert, ripercorrendo la Khutzeymateen Valley, ma seguendo un percorso differente rispetto all’andata e rallentando (o fermandoci) tutte le volte che si avvistavano foche, delfini, leoni marini o aironi blu. Tutto in una pace irreale. Fantastico. E questo sembra essere solo il preludio: domattina all’alba inizieremo il nostro viaggio nell’Inside Passage, fino a Port Hardy, sull’isola di Vancouver, con una grande nave e tante sorprese, non vediamo l’ora!

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